Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa

Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa รีวิว


4.5
6 รีวิว
ดีเยี่ยม
4
ดีมาก
1
ธรรมดา
1
แย่
0
แย่มาก
0

Carl G
ลอนดอน, UK36 ผลงาน
มิ.ย. ค.ศ. 2018 • คู่รัก
Unless you can get access to the Grotta (cave) below the parking area on the Gibellina road, it is a bit of an anti-climax. But the nature reserve is quite interesting for a couple of hours' hiking, with good views of the entire area from the upper slopes, although there were rather too many eucalyptus trees in the nature reserve for our liking -- in our view an imported species like eucalyptus, which hosts no indigenous insects (apart perhaps from passing bees) has no place in a Sicilian nature reserve!
เขียนเมื่อ 3 กรกฎาคม ค.ศ. 2018
รีวิวนี้เป็นความเห็นหรือทัศนะของสมาชิก TripAdvisor และไม่ใช่ของ TripAdvisor LLC

fandfgold
Laufen, สวิตเซอร์แลนด์3 ผลงาน
ก.ค. ค.ศ. 2016 • ครอบครัว
bellissima veduta di un Ambiente Siciliano, Vista dei due mari e dei monti Verdi di vigniti e oliveti. io la amo la sicilia anche per questo
เขียนเมื่อ 29 กรกฎาคม ค.ศ. 2016
รีวิวนี้เป็นความเห็นหรือทัศนะของสมาชิก TripAdvisor และไม่ใช่ของ TripAdvisor LLC

Lixyt
ปาแลร์โม, อิตาลี226 ผลงาน
ส.ค. ค.ศ. 2015 • คู่รัก
É uno dei posti immersi nel verde più belli della zona. Inoltre è il più funzionale perché ben organizzato! C'é l'area attrezzata per pic nic, possibilità di fare visite guidate, mountain bike, il giardino degli odori per un sentiero sensoriale, la magnifica visita nella grotta(possibile solo su prenotazione) e il grandioso parco natura avventura 100% sicuro con percorsi adatti a bambini e ad adulti. Insomma un luogo adatto Per passare piacevoli giornate tra amici o in famiglia
เขียนเมื่อ 30 มีนาคม ค.ศ. 2016
รีวิวนี้เป็นความเห็นหรือทัศนะของสมาชิก TripAdvisor และไม่ใช่ของ TripAdvisor LLC

Celsa
Marsala, อิตาลี92 ผลงาน
พ.ย. ค.ศ. 2015 • เพื่อนๆ
Abbiamo prenotato l'escursione tramite Legambiente, appuntamento al Castello Rampinzeri, dove si trova anche il nuovo museo della Riserva, in fase di ultimazione, Elena la guida che ci ha accolto è stata gentilissima ed esaustiva nel raccontare quello che avremmo visto, poi è iniziato il percorso, la Riserva è bellissima, ed affascinante, la Grotta non è attualmente fruibile al pubblico, sia per motivi di sicurezza, che per la nidificazione dei pipistrelli in letargo, ci ritorneremo sicuramente in primavera.
เขียนเมื่อ 24 พฤศจิกายน ค.ศ. 2015
รีวิวนี้เป็นความเห็นหรือทัศนะของสมาชิก TripAdvisor และไม่ใช่ของ TripAdvisor LLC

Vincenzo B
Province of Trapani, อิตาลี73 ผลงาน
ต.ค. ค.ศ. 2015 • คู่รัก
Sono del posto e ci andavamo ogni tanto da ragazzini (negli anni '60), da veri incoscienti. Ora la riserva è presidiata e le visite sono guidate e sicure. Da provare, se si ha uno spirito d'avventura: molto interessante.
เขียนเมื่อ 13 ตุลาคม ค.ศ. 2015
รีวิวนี้เป็นความเห็นหรือทัศนะของสมาชิก TripAdvisor และไม่ใช่ของ TripAdvisor LLC

giusbivo
มิลาน, อิตาลี9 ผลงาน
พ.ย. ค.ศ. 2014 • เพื่อนๆ
La riserva naturale è situata all'interno di un vasto altopiano gessoso che rappresenta uno spartiacque regionale separando tre diversi bacini idrografici. Il decreto istitutivo ha suddiviso il territorio della riserva in due distinte aree a differente destinazione d'uso, in funzione delle caratteristiche ambientali e dei diversi obiettivi: - La zona A (di Riserva), è costituita dall'ambiente ipogeo (sistema inghiottitoio-grotta-risorgenza) che si sviluppa per circa 1350 m e da due limitate aree intorno all'ingresso della grotta e dell'inghiottitoio. - la zona B (di pre-riserva), estesa per circa 140 ha, comprende la Valle cieca del Biviere, che costituisce in prima approssimazione il bacino di alimentazione della cavità. Si tratta di un vallone con regime semi perenne (Agnesi et al., 1989; Celico et al.,1989) unico esempio del comprensorio, che presenta un'asta fluviale di circa 2,5 km. Nell'altopiano sono state segnalate una quarantina di grotte, sia attive che fossili, la cui genesi è legata nella maggior parte dei casi a processi di origine carsica. Fra queste la più complessa e varia, costituente il massimo sistema carsico dell'area è la Grotta, zona A della Riserva Naturale. La cavità, ancora attiva, rappresenta l'emittente dell'estesa valle cieca del Biviere e si sviluppa con gallerie disposte su più livelli; nella grotta sono stati rinvenuti speleotemi del tutto nuovi ed unici al mondo per l'ambiente carsico gessoso (Forti, 1989). La valle del Biviere insiste su un territorio prevalentemente agricolo, in cui l'influenza dell'uomo è presente da tempi remoti, come testimoniato dalla necropoli di Monte Finestrelle di origine protostorica e da una serie di altre emergenze minori sparse nell'intero comprensorio. La rete idrografica superficiale (Favara et al., 2001) è costituita da strutture carsiche epigee (doline e valli cieche) che convogliano nel sottosuolo le precipitazioni meteoriche. Sull'area destinata alle attività agricole sono presenti varie categorie d'uso del suolo: vigneti (prevalenti), seminativi, colture orticole, uliveti, pascoli, incolti e rimboschimenti gestiti principalmente con sistemi convenzionali. Ciò implica soprattutto per i vigneti (Gristina et al., 2004) un continuo ricorso alle lavorazioni del suolo (fino ad otto durante l'annata agraria) con la finalità di ridurre l'evaporazione, aumentarne la capacità d'invaso, eliminare le erbe infestanti. Questa tecnica, se da un lato consente, nel breve periodo, il conseguimento dell'obiettivo produttivo, dall'altro comporta, oltre ad un effetto negativo sul paesaggio e sulla flora, l'esaltazione dei fenomeni erosivi, secondo Tropeano (1983) stimabili tra i 47 ed i 70 t ha-1, soprattutto in coincidenza dei periodi di elevata piovosità riscontrabili nel periodo autunno vernino, tanto da provocare nel medio periodo una significativa riduzione del livello di fertilità dei suoli. Secondo Pisante (2001) negli ultimi 30 anni si è assistito ad un impoverimento del contenuto in sostanza organico dei terreni agrari pari a più del 50%. Nell'area protetta oggetto di studio, inoltre i fenomeni erosivi, accentuati anche dalla morfologia dei versanti e della natura fisica e chimica dei suoli, hanno un effetto diretto sul diffuso sistema di grotte e principalmente sulla Grotta principale, zona A di massima tutela, che tra l'altro alimenta una sorgente a valle del comprensorio. Ciò si manifesta principalmente con l'intasamento e l'occlusione degli inghiottitoi e delle doline da parte dei materiali erosi, ripercuotendosi sull'alimentazione dell'acquifero della Grotta. L'attività agricola e forestale rappresenta dunque un elemento decisivo per la tutela del sito protetto. Una riconversione a tecniche più conservative di gestione del suolo, già peraltro saggiate con successo su vigneto in ambienti similari (Ferrotti et al., 2002) nel caso delle aree agricole e l'utilizzazione nei rimboschimenti di specie in grado di garantire una maggiore diversità e copertura nonché l'adozione di tecniche di rimboschimento a basso impatto ambientale, può risultare una via per limitare i processi erosivi e preservare il valore naturalistico del sito. Lo scopo del progetto consiste in uno studio approfondito dell'area che consenta di individuare i punti di debolezza del sistema per la definizione, e la successiva verifica sperimentale, di tecniche conservative in grado di limitare l'impatto dell'attività agricola e forestale sull'ecosistema. La valutazione complessiva del ricorso alle tecniche conservative avrà un approccio multidisciplinare, nel quale oltre agli aspetti agronomici, saranno considerati anche gli aspetti ambientali, economici e sociali. Lo studio preliminare del territorio sarà basato sui seguenti aspetti principali: l'uso del suolo e la sua evoluzione,l'aspetto agronomico e forestale, pedologico ed idrologico e floristico-vegetazionale. Lo studio agronomico sarà così strutturato: - l'uso del suolo e la sua evoluzione. Lo studio verrà effettuato mediante interpretazione delle foto aeree disponibili sul territorio (scala 1:10.000) e successiva restituzione sulla cartografia topografica di base (Carta tecnica regionale C.T.R.) di quanto osservato ed interpretato sulle immagini fotografiche, con la finalità di produrre una carta dell'uso del suolo attuale del territorio e conoscere l'evoluzione dell'uso del suolo. L'uso del suolo storico, consentirà di valutare gli effetti determinati dalla protezione dell'area e di effettuare indirettamente una valutazione che i cambiamenti hanno determinato sulla conservazione del suolo. Per la redazione della carta attuale, saranno messe a punto delle "chiavi" di interpretazione mediante il ricorso a sopralluoghi in campo nelle aree campione più rappresentative. Dalla Carta di lavoro si procederà alla digitalizzazione del tematismo utilizzando come supporto il programma ARC/INFO, per la misurazione del numero di delineazioni e delle aree afferenti ad ogni classe di legenda. La nomenclatura della legenda sarà riferita a quella del progetto comunitario CORINE Land Cover per favorire la compatibilità del dato a livello europeo. - l'analisi delle tecniche agronomiche in uso Si procederà ad un censimento e localizzazione delle tecniche agronomiche in uso per ciascuna coltura ed alla loro introduzione come tematismo autonomo su supporto ARC/INFO. Le classi saranno determinate, previo incrocio con i dati relativi alle caratteristiche idrologiche e morfologiche del suolo, assegnando un punteggio in funzione del loro potenziale erosivo. -lo status dei rimboschimenti e della vegetazione seminaturale. Verrà valutato lo status (diversità, grado di copertura) dei rimboschimenti e della vegetazione seminaturale (garighe, rimboschimenti radi). In particolare, essendo in presenza di rimboschimenti effettuati con tecniche differenti (lavorazione andante o a buche) e con specie diverse Pinus sp. ed Eucalyptus camaldulensis, e con età diverse, potranno essere valutati gli effetti di queste differenze sui parametri chimico-fisici del suolo e biotici. La loro localizzazione avverrà come per le superfici agrarie. Lo studio pedologico ed idrologico: L'indagine si propone di realizzare una caratterizzazione idraulica completa dei suoli ricadenti nell'area oggetto di studio e di tentare una interpretazione dell'effetto delle diversità di carattere pedologico, colturale e morfologico sulle proprietà idrauliche del suolo. Per fissato sito di misura, la determinazione della conducibilità idraulica del suolo saturo, Kfs, verrà effettuata direttamente in campo con la tecnica Simplified Falling Head (SFH) recentemente proposta da Bagarello et al. (2004). Il prelievo di campioni di suolo non rimaneggiato consentirà la determinazione, in laboratorio, della curva di ritenzione del suolo. Per ciascun sito di misura, identificato sulla cartografia, si acquisiranno anche informazioni sul tipo pedologico, la forma di utilizzazione del suolo, la quota, la pendenza e l'esposizione. Almeno con riferimento allo strato superficiale di suolo, si prevede che i siti esplorati saranno all'incirca 100. Lo studio floristico e vegetazionale Lo studio sulla flora consente di comprendere gli effetti che il diverso uso del suolo determina sulle caratteristiche della vegetazione e, soprattutto, di valutare gli effetti dei cambiamenti introdotti. I dati raccolti saranno acquisiti come tematismi autonomi su ARC/INFO. I dati altimetrici e clivometrici consentiranno l'elaborazione del DEM (Digital Elevation Model), un modello digitale in tre dimensioni della morfologia del paesaggio. Parallelamente sarà avviata, in relazione alle colture, alle proprietà del suolo ed alla vulnerabilità dell'area, sul territorio una sperimentazione di campo atta a verificare gli effetti sulla fertilità del suolo e sui processi erosivi nonché sulla flora, relativi all'introduzione di tecniche conservative. In funzione delle colture presenti e della vulnerabilità dell'area potranno essere saggiate tecniche di inerbimento (Gristina et., 2004), di consociazione (Carrubba et al., 1999), di sovescio (Ferrotti et al., 2002), di minimum tillage e di semina su sodo (Giambalvo et al., 2002), già verificate con successo in ambienti similari dell'interno siciliano. Per valutare l'efficienza nei confronti della protezione del suolo nei rimboschimenti verranno effettuate delle prove di rinaturalizzazione applicando differenti tecniche (diradamenti, tagli a buche, utilizzo di radure preesistenti, semina diretta o impianto). Per ogni dispositivo sperimentale saranno determinati i seguenti parametri: - produttività netta dei vegetali, compresi input di residui ed accrescimento biomassa; - erosione del suolo: mediante Gerlach (De Ploey e Gabriels, 1980; Zachar, 1982; Morgan, 1997) con un profilo di raccolta pari a 1 m; - Carbonio del suolo (metodo walkley-Black); - Azoto totale del suolo (metodo Kieldhal) azoto nitrico ed ammoniacale del suolo (cromatografia ionica), Potenziale di mineralizzazione dell'azoto del suolo (Gristina e Poma, 2002); - Diversità floristica. Per una validazione ulteriore delle tecniche conservative in ambito protetto e per favorirne il recepimento presso gli agricoltori locali è prevista anche una analisi economica relativa al ricorso alle tecniche conservative, che aggregata ai fattori agronomici, ambientali e sociali consenta la messa a punto di indici ambientali secondo un approccio multicriteriale (Rehman e Romero, 1993). Dalla collazione di tutti i dati raccolti nell'indagine preliminare e dai risultati dell'attività sperimentale di campo sarà possibile individuare una ipotesi di utilizzo ottimale del territorio. Nella quale saranno proposti i sistemi colturali idonei per le varie specificità dell'area, gli interventi miglioratori da effettuare, la costituzione di eventuali corridoi ecologi ed aree di rispetto nelle zone più vulnerabili. Tutte le informazioni riportate su ARC/INFO permetteranno, adottando un approccio di "compromise programming", la realizzazione di una carta dell'uso ottimale del territorio e la pianificazione di uno scenario territoriale che tenga conto degli aspetti ambientali, paesaggistici, economici e sociali.
เขียนเมื่อ 4 พฤศจิกายน ค.ศ. 2014
รีวิวนี้เป็นความเห็นหรือทัศนะของสมาชิก TripAdvisor และไม่ใช่ของ TripAdvisor LLC
มีสิ่งใดขาดหายหรือไม่ถูกต้องหรือไม่
แนะนำให้แก้ไขเพื่อปรับปรุงสิ่งที่เราแสดง
ปรับปรุงข้อมูลสถานที่ให้บริการนี้